• Black Instagram Icon
  • Black Facebook Icon
  • Black Icon Pinterest

© 2019 by Tanya Scotto D'Aniello. Proudly created with Love

Tu chiamale se vuoi... emozioni!

Una chiusura col botto per le mie interminabili vacanze “natalizie”; ultima tappa del Grand Tour: Ascoli Piceno !

Sebbene, in tutta sincerità, al momento io non desideri altro che trasformarmi in un bradipo per trascorrere in stato letargico i prossimi quattro mesi della mia fiacca esistenza, devo ammettere di essermi davvero divertita un sacco… Mettetevi comodi che vi racconto…




Tutto ha inizio lo scorso Natale, in occasione della tradizionale visita ai parenti, ben presto degenerata in uno sfrenato road trip lungo le strade del Mezzogiorno italiano, trascorso trangugiando qualunque cosa fosse abbastanza lontana da ogni “malsana” idea di linea e leggerezza.  Poi un fugace pit stop, giusto il tempo di infilare in valigia scarponcini e felpe di pile, che è già il momento di riprendere il viaggio alla volta della Val di Luce, dove si è da poco consumata la mia prima (nonché traumatica) esperienza sciistica, ma avremo modo di approfondire. Contro ogni ragionevole previsione, rientro a casa con ancora femori e menischi relativamente funzionanti, per cui posso serenamente dedicarmi all’organizzazione di una nuova partenza, direzione: Ascoli Piceno. La città delle cento torri (e delle olive ripiene) è la cornice meravigliosa di una delle più belle esperienze che io abbia vissuto da quando ho capito di essere follemente innamorata di questo lavoro.  

E’ bastato poco, infatti, a cancellare la stanchezza di questo interminabile “giro d’Italia”: un carico di energia e adrenalina pura mi ha assalita non appena ho varcato la soglia della cucina delI’Istituto professionale statale dei servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera di Ascoli Piceno, dove sabato 20 gennaio, si è disputata la finalissima del Contest “Un Mare di Marche”, organizzato dal Centro di Educazione Ambientale CEA, in collaborazione con Slow Food Piceno e, ovviamente, AIFB

Bellissima iniziativa nata per promuovere a livello nazionale le eccellenze enogastronomiche delle aree “cratere” del sisma 2016, con l’obiettivo di diffondere i valori di sostenibilità e ricchezza del territorio, incoraggiando la piccola pesca, il pesce azzurro, e le specie povere e massive della Regione Marche. 

Dopo aver replicato il piatto proposto in fase di gara, sono stata premiata per aver realizzato il miglior report fotografico.

La miglior ricetta, invece, è stata quella di Sara Sguerri, e insieme a lei, sul podio, sono salite Claudia Bonera e Serena Bringheli, altrettanto meritevoli, mentre a Elisa di Rienzo è stato riconosciuto il merito di aver realizzato la miglior ricetta per bambini.

I cinque piatti sono stati sottoposti all’assaggio di membri autorevoli nel settore delle risorse agroalimentari e gastronomiche: il Consigliere delega al Piceno Fabio Urbinati, il dirigente ASSAM Dott. Uriano Meconi, il sommelier Maurizio Neri del ristorante Zunica 1880, il professor Luca Giacomozzi e la responsabile CEA Barbara Zambucchini. L’evento è stato promosso da Marche Cultura, con il Social Media Team Marche e con gli Igers piceni.

A coronare l’evento, una memorabile cena di gala organizzata presso lo stesso istituto, tutta a base di pesce, povero e massivo, pescato o allevato nella regione Marche, in abbinamento con le eccellenze enogastronomiche delle aree “cratere” del sisma 2016.

Ma non è finita qui! Di questa fantastica esperienza, infatti, ricorderò inoltre di aver avuto l’immenso privilegio di conoscere molto da vicino tre piccole grandi realtà produttive che hanno collaborato a questo progetto, che mi hanno affascinata, colpita ed emozionata: l’Antico Molino Santa Chiara, l’azienda Angellozzi Tartuficoltura e l’Oleificio Silvestri Rosina.



0 visualizzazioni