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Trofeo Vergani-Ballotta, edizione 2016

A pochi giorni di distanza, tiriamo le somme di questa meravigliosa esperienza.

La pioggia, copiosa e incessante, l'unica nota dolente di questa lunga giornata.


Il sole dell'Elba, infatti, ci accompagna durante tutto il viaggio, per poi cedere il posto alla pioggia proprio nel padovano.

Arriviamo a Montegrotto alle 14,30 circa; prendo possesso della camera in albergo e subito ricevo la telefonata di Cinzia Martellini Cortella, blogger e socia AIFB.

Mi preparo di corsa e ci incontriamo nell'immensa hall dell'albergo, decorata con numerose composizioni floreali, per scambiare quattro chiacchiere.

In compagnia di Gabriella Pravato, attendiamo che ci raggiungano tutte le altre "socie".

Qui incontro per la prima volta anche Anna Maria Pellegrino, l'instancabile presidente del gruppo AIFB nonché, lasciatemelo dire, bellissima e carismatica donna.

In tutta tranquillità, le chiacchiere proseguono e presto arriva l'ora di recarsi alla Trattoria per incontrare i "nostri" chef. Pochi minuti di macchina e ci siamo. 

La pioggia e il cielo grigio non bastano a scalfire la bellezza di questa affascinante locanda, che racchiude tra le sue antiche mura, quattrocento e più anni di storia.

Al nostro arrivo, i proprietari e tutto lo staff ci accolgono calorosamente.

Nell'ampia corte sono state allestite sette cucine, assegnate ciascuna ad una delle provincie.

C'è ancora molto da fare e il maltempo non aiuta, ma gli animi sono sereni come raccontano le immagini di "backstage" che sono riuscita a scattare. 

I profumi si diffondono delicatamente tra gli ambienti della Trattoria e, mentre conosciamo gli indaffarati chef, abbiamo il tempo di scattare qualche foto e condividerla con voi sui nostri profili social.

In trasferta dalla Antica Locanda El Grio  di Costeggiola di Soave, per tenere le redini della spumeggiante brigata veronese, i simpaticissimi Paolo Forgia e Nicola Andreetto, che ho il piacere di accompagnare in questa divertente esperienza.

Sono in undici e tutti insieme hanno circa 300 anni.

Enrico Torneri, Emanuele Olivieri, Marco Lucchi, Andrea Saccardo, Edoardo Spinelli, Michele Ceolato, Andrea Monastero, Marina Grazioli e Cristina Andreola: un team giovane, brioso e decisamente affiatato.

Sono molto bravi e hanno tanta voglia di divertirsi, e si sa, questo è l'importante.

Si definiscono "matti" e, secondo me, tutti i torti non li hanno (in senso buono ovviamente). 

A quanto pare, infatti, non sono gli unici a pensarla così; Cinzia mi suggerisce che un famoso detto regionale recita proprio "Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini magna gatti, veronesi tutti matti.." Che dire?! Mai frase fu più azzeccata! 

Tra un paio di scatti e quattro chiacchiere, ho il privilegio di assaggiare in anteprima la "polvere di gnocca", che oltre ad essere il vero trend topic della serata, è una delle componenti fondamentali del nostro piatto in gara, che ha come tema il riuso.

Essa, infatti, si ottiene dalle briciole o dagli avanzi del castagnaccio, essiccati e poi frullati. Ha un sapore interessante, anche per me che (nonostante sia toscana) per il castagnaccio non vado proprio matta. 

Tradizione e riciclo la fanno da padrona nel nostro consommé di Recioto con lingua al profumo di tartufo e polvere di gnocca.

Per chi non lo sapesse, infatti, il Recioto è un vino rosso passito dolce DOCG del Veneto, prodotto esclusivamente nella Valpolicella, in provincia di Verona.

Il consommé è stato realizzato riutilizzando il brodo nel quale è stata precedentemente cotta la lingua. A completare il piatto, la famosa polvere di gnocca.

Il menù veronese, come gli altri del resto, prevede ancora due portate.

Un caldo e vellutato risotto all'Amarone, prestigioso vino autoctono, con gelato al Monte Veronese, formaggio vaccino a pasta semicotta prodotto nei comuni della parte settentrionale della provincia di Verona. 

Ultima, ma non certo per importanza, la rollatina di Grisa con tastasale e fichi, tarassaco al burro di malga e aria di mostarda. Questo il piatto che gli chef hanno pensato e realizzato con me e per me.

Ora, per la serie "ogni riferimento a fatti, cose o persone è puramente casuale", a mente fredda, spero vivamente che non fosse loro intenzione alludere ad una qualche somiglianza tra me e la gallina grigia della Lessinia, avendo scelto di associarmi questo piatto :). 

Il territorio lessinico costituisce il Parco naturale regionale della Lessina, una zona geografica delle Prealpi, situata per la maggior parte nella provincia di Verona e, solo parzialmente, in quelle di Vicenza e Trento.

Qui gli animali vengono allevati in maniera del tutto naturale, seguendone il ciclo di crescita con dedizione, cura e costante impegno, per un prodotto finale genuino e di ottima qualità.

Il tastasale, invece, è un macinato di carne di maiale condito con sale e pepe mentre il tarassaco, conosciuto anche come dente di leone o soffione, è una cicoria selvatica dal sapore amarognolo, che gli chef hanno insaporito con del burro di malga. Ben diverso da quello "pallido" cui siamo abituati, questo burro d'alta quota, dal colore paglierino, ha un sapore e un profumo unici, che ricordano le erbe e i fiori del pascolo.

Esso è ottenuto dal latte fresco, appena munto, lasciato sedimentare sino a quando in superficie affiora la crema di latte, necessaria alla produzione del burro.

Ad accompagnare il tutto una leggera aria di mostarda, che di quest'ultima ci lascia in bocca solo un delicato sentore. 

L'ora x si avvicina e la giuria tecnica si prepara ad assaporare e giudicare i sette piatti in gara; il tema è lo stesso per tutti ma ogni provincia lo ha interpretato a modo suo, resta solo da capire quale tra tutti sia il migliore.

Una alla volta, le brigate prendono posto nella grande cucina della Trattoria, pronte a presentare ai giurati il proprio piatto.

Cominciano gli assaggi.

Noi, intanto, ci rilassiamo con un bel bicchiere di vino in attesa di conoscere il verdetto finale…che giungerà a fine serata.

Fortunatamente, gli ospiti non si lasciano scoraggiare dalla pioggia che proprio non concede tregua, e iniziano ad affollare la corte.

Si aprono le danze.

Cominciamo a destreggiarci tra un assaggio e l'altro e di tutte e ventuno le ricette io non mi lascio sfuggire nulla.

Citando Dickens direi che "è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo"!

Il menù è ricco e variegato. Piatti originali, equilibrati, ben pensati e ancor meglio realizzati, in cui sapori nuovi e ricercati si fondono perfettamente con la tradizione del luogo. Per me, però, non c'è storia; non me ne vogliate, non vorrei sembrare di parte, ma la delicatezza del nostro risotto all'Amarone con gelato al Monte Veronese batte tutto…e stando ai rumors non sono l'unica a pensarla così. 

Dieci e lode anche alla Zuppa di fagioli di Lamon con salmerino croccante al mais spancio e caramello balsamico al miele di tarassaco preparato dalla brigata bellunese e al coniglio disossato con agrodolce di ciliegie marosticane servito in quel di Vicenza.

Mi piacerebbe citarli tutti ma lascio alle mie colleghe Francesca Antonucci, Cinzia Martellini Cortella, Gabriella Pravato, Marianna Bonello, Silvia Leoncini ed Enrica Gouthier, che hanno condiviso con me questa fantastica esperienza, il compito di raccontare i piatti della brigata che hanno affiancato. 

Si sa, in ogni cena che si rispetti non può certo mancare il dolce, e noi non ce lo siamo fatti mancare nemmeno questa volta! 

Ad allestire il golosissimo buffet la rinomata pasticceria Dalla Bona.

Solo a guardarlo, temo di essere ingrassata 5kg… Considerando poi che mi sono riempita il piattino un paio di volte, direi che la prova costume è rimandata a data da destinarsi. Ah dimenticavo… non mancano nemmeno frutta e carrettini dei gelati. 

Stiamo per rotolare come palle da biliardo quando, finalmente, a catturare la nostra attenzione non è più un piatto di pasta bensì Francesca Barberini che, in veste di presentatrice ufficiale della serata, ci invita ai suoi microfoni per esprimere un giudizio a caldo sulla serata.

Certo è che sul caldo del mio giudizio non si possa metter bocca; quando ho sentito pronunciare il mio nome devo aver raggiunto una temperatura corporea minima di 96°C…

Chi mi conosce bene sa quanto mi imbarazzino certe cose, il parlare in pubblico ad esempio, e il mio fidanzato (indispensabile presenza e supporter di questa mia prima esperienza da socia AIFB, e non solo) ha pensato bene di filmarmi e farmi rivedere il video una volta rientrati in albergo, cosa che, neanche a dirlo, mi imbarazza ancora di più…ma non pensiamoci più…

Non bastano i ringraziamenti, andiamo via con la pancia piena e le mani pure!

L'Antica Trattoria Ballotta, infatti, ci omaggia con una magnum di Serpino dei Colli Euganei e noi non potremo che brindare a loro!

Il tempo scorre velocemente e presto arriva l'ora del verdetto. 

L'undicesima edizione del premio Vergani-Ballotta per la cucina veneta giunge all'epilogo.

Tutti insieme, radunati al centro della grande corte, ci accingiamo a conoscere l'ardua sentenza.

E come in uno di questi tanto amati e odiati reality show, ecco che arriva la famosa busta.

E' il nome "Treviso" ad irrompere il silenzio della suspense; Tommaso Pardo e Martino Scarpa raggiungono Francesca Barberini al centro della piazza, per ritirare il premio della giuria tecnica che hanno ammaliato e conquistato con la loro gelatina di prosciutto con cremoso di carciofo e pelle di baccalà

Non è d'accordo la giuria popolare, che assegna il voto al risotto all'Amarone con gelato al Monte Veronese della giovane brigata, confermando le mie aspettative.

Le ultime foto ricordo, poi i saluti.

Si chiude così questa splendida serata, la mia prima esperienza da socia AIFB.

Un grazie speciale a Francesca, Cinzia, Gabriella, Marianna, Silvia ed Enrica che hanno condiviso con me questa bellissima giornata.

Grazie, soprattutto, ad Anna Maria Pellegrino che mi ha dato l'opportunità di partecipare. Grazie a Paolo Forgia, Nicola Andreetto e tutti i ragazzi della brigata, per la loro simpatia e cordialità. Grazie alla Antica Trattoria Ballotta che ci ha accolti e ospitati calorosamente.

Grazie a TE, perché se non ci sei non è la stessa cosa!

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